Secondo lo storico americano Paul Kennedy le maggiori difficoltà al superamento del rischio ecologico verranno dall’incapacità delle classi politiche al potere a comprendere che solo un grande sforzo collettivo, superando gli egoismi particolari e sorretto, quindi, da una grande organizzazione internazionale, potrà affrontare le questioni ambientali che minacciano il pianeta.
"…Oggi gli ambientalisti sono preoccupati soprattutto per quella che nel lungo periodo potrebbe diventare la più grande minaccia ambientale: l’eventualità che le attività economiche dell’uomo stiano creando un pericolosissimo effetto serra…"
"…è probabile che l’uomo stia oggi sottoponendo il proprio ecosistema ad una pressione maggiore di quanto questo possa sopportare…"
"…il surriscaldamento della terra abbraccia questioni di creazione e distribuzione di ricchezza, di gratificazioni immediate contro vantaggi di lungo periodo, di abitudini e modi di vita tradizionali contro realtà nuove, di cooperazione internazionale in sostituzione di politiche isolazioniste…"
"…gli ambientalisti chiedono alla società di oggi, sia nei paesi ricchi che in quelli poveri, di apportare drastici mutamenti (…) per evitare conseguenze deleterie a una o due generazioni future; chiedono loro di mutare i rispettivi programmi e modi di vita per il benessere dei loro discendenti nei prossimi trenta o quarant’anni…"