I cloruri da non confondere con il cloro, i cloruri sono sali disciolti normalmente presenti nell'acqua. Il più noto è il cloruro di sodio, il normale sale da cucina. Si ritrovano in natura come minerali di vario tipo e vengono disciolti a contatto con l'acqua delle falde e dei fiumi. Il limite che è opportuno non superare per la legge è 200 mg/l, mentre il valore-guida è 25 mg/l. Concentrazioni di cloruri anche elevate, pur potendo modificare sfavorevolmente il sapore dell'acqua, non hanno alcun significato per la salute.
- Nitrati
Sono sali di provenienza ambientale che si ritrovano disciolti naturalmente nell'acqua. Una certa quantità di essi proviene dai minerali con cui viene a contatto l'acqua nel sottosuolo, ma possono pure provenire da fertilizzanti e scarichi zootecnici che filtrano nel terreno e possono raggiungere le falde. La legge prevede un limite massimo ammissibile di 50 mg/l e un valore-guida di 5 mg/l. Di per sè non hanno effetti sulla salute perché vengono eliminati rapidamente dall'organismo; i possibili effetti sfavorevoli sono dovuti alla loro trasformazione nell'apparato digerente in composti chiamati nitriti. Questi composti possono essere dannosi per i neonati, per i bimbi sotto l'anno di vita e per le persone con malattie del sangue o gravi disturbi gastrici.
- Solfati
Sono sali molto comuni presenti nell'ambiente e negli alimenti. Il più noto è il gesso (solfato di calcio). Prevalentemente vengono ceduti dalle rocce di tipo appunto gessoso, con le quali viene a contatto l'acqua nel suo percorso sotterraneo o superficiale. Concentrazioni elevate possono aumentare la corrosione delle tubazioni o causare sapori sgradevoli. Per questi motivi il valore-guida è 25 mg/l e non si può superare la concentrazione di 250 mg/l. Non avendo alcun significato per la salute la normativa concede la possibilità di deroga alla concentrazione massima fino a 400 mg/l, per quelle acque in cui quantità elevate di solfati sono dovute alle particolari caratteristiche geologiche dei terreni da cui scaturiscono.
- Ferro
Il noto metallo è presente in forma disciolta nell'acqua e può provenire dai minerali del sottosuolo oppure da cessioni delle tubazioni a causa di fenomeni di corrosione. Il limite massimo di concentrazione è 200µg/l, mentre il valore-guida è 50µg/l Valori superiori al limite possono rendere l'acqua giallo-bruna e sgradevole per odore e sapore, ma non causano conseguenze sfavorevoli alla salute. Tuttavia concentrazioni elevate dovute alla corrosione delle tubazioni indicano la presenza di possibili proliferazioni batteriche.
- Organoalogenati
Gli organoalogenati sono un gruppo di sostanze chimiche definite indesiderabili che si formano dal contatto tra disinfettanti e le tracce di varie sostanze organiche naturali presenti nell'acqua. I composti ricercati sono: cloroformio, metil-cloroformio, percloro-etilene, bromo-dicloro-metano, di bromo-cloro-metano, trielina, tetracloruro di carbonio, bromoformio. La concentrazione massima prevista dalla legge per la somma di tutte queste sostanze è 30µg/l, mentre il valore-guida per ognuno di loro è 1µg/l. Vari studi condotti su animali indicano che questi composti possono avere effetti mutageni. Questo rischio riferito all'uomo, però, non è stato finora sufficientemente confermato da studi epidemiologici, anche se molte indagini vengono tuttora effettuate da vari organismi di studio internazionali. Poiché la presenza di queste sostanze dipende, oltre che dalle caratteristiche originarie dell'acqua, anche dal tipo di disinfettante usato è importante adottare sistemi di disinfezione che ne riducano la formazione, ad esempio il biossido di cloro. I livelli riscontrati negli acquedotti della provincia sono comunque ampiamente inferiori al limite di legge, il quale è già di per sé una garanzia da possibili effetti dannosi.
- Parametri Microbiologici
Nell'ambiente e negli esseri viventi superiori esistono microrganismi che si possono ritrovare anche nell'acqua di falda e nelle sorgenti. Tra questi si ricercano Coliformi Totali, Coliformi Fecali, Streptococchi Fecali come indicatori di contaminazione fecale. Queste specie di batteri , oltre a vivere nell'ambiente, sono commensali naturali del tratto intestinale degli animali superiori senza causare di per sé malattie. La loro presenza nell'acqua indica, però, una contaminazione fecale e una possibile conseguente presenza di batteri patogeni. La ricerca di questi ultimi e di virus patogeni risulta particolarmente lunga e complessa, pertanto sono i microrganismi indicatori che vengono individuati più velocemente per procedere a stabilire la qualità igienico-sanitaria dell'acqua.
- Coliformi Totali
Si tratta di microrganismi detti "ubiquitari", cioè che vivono a contatto con un organismo superiore, nel tratto intestinale di uomini o animali, ma anche nel suolo e nei vegetali. Trovati nell'acqua indicano genericamente una possibile infiltrazione di materiale organico indesiderato nella falda o negli impianti. La legge prevede che non siano mai presenti più di 5 colonie ogni 100ml di acqua, oppure per più del 5% dei campioni di un acquedotto analizzati in un anno, oppure ancora per più di due campioni consecutivi; non è previsto un valore-guida.
- Coliformi Fecali
Si tratta di un gruppo specifico di Coliformi che vive tipicamente nell'intestino umano e animale, senza provocare malattie. Trovati nell'acqua indicano una possibile infiltrazione di materiale fecale nella falda o negli impianti. L'acqua è dichiarata idonea al consumo umano quando sono completamente assenti.
- Streptococchi Fecali
Questo tipo di microrganismi ha le stesse caratteristiche principali dei Coliformi, anch'esso vive nell'intestino di uomini e animali e nell'ambiente, ma è resistente ai disinfettanti e alle condizioni ambientali. La presenza di streptococchi in acqua indica una contaminazione delle falde o degli impianti con materiale fecale. Anch'essi svolgono la funzione di indicatore. Devono essere completamente assenti nell'acqua dichiarata idonea al consumo umano, in quanto, tra l'altro, indicano possibile inefficienza della disinfezione.