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Liceo Classico-Scientifico Ariosto-Spallanzani
ACQUA IN FISICA E IN CHIMICA

AGRICOLTURA BIOLOGICA

L'agricoltura biologica nasce in Europa dopo la seconda guerra mondiale, negli anni '50, anche se le prime esperienze di agricoltura biologica sembra che abbiano avuto le loro radici in India. E' il sistema produttivo che rispetta la salute dell'uomo e dell'ambiente, escludendo il ricorso a qualsiasi prodotto chimico di sintesi ed a qualsiasi organismo geneticamente modificato. Essa è finalizzata alla produzione di alimenti più naturali, a contribuire alla riduzione drastica del consumo energetico e alla preservazione dell'ambiente naturale. L'agricoltura biologica è sicuramente quella che riesce meglio a conciliare la produzione agricola con l'ambiente naturale. La cura del terreno come un elemento vitale è il punto centrale.

PRODUZIONE BIOLOGICA VEGETALE
L'agricoltura biologica si basa sull'equilibrio dell'agroecosistema e su un ridotto apporto di energia ausiliaria; occorre pertanto saper operare su diversi fronti, perché si possa ottenere l'equilibrio tra le diverse componenti dell'agroecosistema e quindi apportare il minimo di energia ausiliaria. -Occorre favorire la complessità ambientale che è fonte di biodiversità con la salvaguardia e il potenziamento delle siepi, macchie spontanee, alberi e boschetti, specchi d'acqua.


LE SIEPI
Le siepi erano considerate fonte di parassiti per le piante e serbatoio di erbe infestanti. Possono ospitare vari uccelli insettivori o che completano la loro dieta predando insetti; sono rifugio e fonte di cibo di insetti, zone di "calma antropica"(zone in cui possono trovare rifugio e riprodursi oltre che molti organismi utili anche altri animali selvatici), non sono da considerarsi un elemento di diffusione delle erbe infestanti perché di norma le specie che sono presenti nella siepe non sopportano il regime arativo del campo coltivato, svolgono la funzione di conservazione del suolo, costituiscono un'utile barriera frangivento e fungono da filtro biologico. -E' fondamentale operare per la conservazione del suolo e operare un'adeguata difesa fitosanitaria per mantenere sotto controllo i parassiti e gli agenti di danno delle colture e un opportuno controllo delle infestanti senza il ricorso ai prodotti chimici di sintesi, evitando l'inquinamento dell'ambiente e la distruzione degli organismi utili. -Molta importanza assume la scelta del seme e delle varietà delle piante coltivate.


IL TERRENO E GLI ORGANISMI DEL SUOLO
Il terreno è una struttura complessa che accoglie numerosi organismi della catena del detrito e, in particolare, organismi detritivori e organismi decompositori rappresentati principalmente da funghi e batteri. La maggior parte degli organismi della catena del detrito vive negli strati più superficiali del suolo. I detritivori frammentano i resti organici provenienti da piante e animali morti aumentando così la superficie attaccabile dai microrganismi decompositori rappresentati principalmente da funghi e batteri. Importanti sono i lombrichi che ingeriscono con le particelle del terreno i resti organici ed i residui del metabolismo di altri organismi che verranno eliminati ed incorporati nel terreno contribuendo così alla formazione dell'humus. L'azione degli organismi della catena del detrito è indispensabile per la nutrizione delle piante che assorbono dal terreno i sali minerali in soluzione. La presenza di sostanza organica nel suolo è alla base dell'esistenza di tutti gli organismi del suolo stesso. Inoltre nel terreno si instaurano particolari tipi di simbiosi dette micorrizie(associazioni di funghi e radici), diffuse sia tra piante spontanee che coltivate.


IL TERRENO E LE LAVORAZIONI
L'agricoltura biologica mira al mantenimento degli equilibri dell'ecosistema agrario e alla conservazione inalterata della componente biologica del suolo stesso. Sono evitate o molto limitate le lavorazioni con macchine e attrezzi che provocano il rimescolamento degli strati in profondità ed il compattamento del suolo. Non si operano arature profonde(oltre i 30 cm di profondità). Il terreno deve essere mantenuto soffice, perché una buona struttura permette alle radici di penetrare in profondità e di poter assorbire la maggior parte degli elementi nutritivi disponibili nel terreno.

IL TERRENO E LA CONCIMAZIONE, L'AGRICOLTURA BIOLOGICA E I CONCIMI
In agricoltura biologica si tende a mantenere la fertilità del suolo apportando sostanza organica piuttosto che direttamente i sali minerali in soluzione. Il mantenimento della fertilità del suolo nelle aziende biologiche si ottiene mediante la coltivazione di leguminose, la scelta di colture in successione, la pratica del sovescio e l'apporto di effluenti zootecnici. L'azoto è il principale elemento della nutrizione delle piante, però è vietato l'impiego di concimi che contengano azoto in forma prontamente solubile perché se non utilizzato immediatamente dalle piante può originare perdite di dilavamento e finire nella falda inquinandola, inoltre l'azoto solubile inibisce l'azione dei microrganismi decompositori del terreno. È ammesso l'impiego di concimi minerali a base di fosforo e potassio, magnesio e calcio per integrare l'apporto degli elementi nutritivi al terreno, qualora i valori di questi siano molto bassi. Nella pratica di concimazione è sempre preferibile ricorrere alla forma organica che determina un apporto più equilibrato e duraturo degli elementi nutritivi, senza il rischio che questi possano venire dilavati.


LA COLTIVAZIONE DI LEGUMINOSE
Oltre alle leguminose da granella si coltivano le leguminose foraggere, destinate all'alimentazione del bestiame che arricchiscono in azoto il terreno. Le leguminose fissano l'azoto atmosferico che una volta fissato viene ceduto in parte direttamente al terreno e in parte viene accumulato nei foraggi stessi, per poi ritornare al terreno con i concimi aziendali derivati dalle deiezioni animali.


IL SOVESCIO
È la coltivazione di una pianta che viene successivamente interrata, per produrre biomassa e quindi sostanza organica che nel terreno alimenta la catena del detrito, migliorando la fertilità del suolo. La presenza di piante ricche di azoto favorisce una veloce decomposizione della sostanza organica, da parte degli organismi della catena del detrito che la mineralizzano arricchendo prontamente di azoto il terreno.

LA CONSOCIAZIONE
È la coltivazione contemporanea di più specie nello stesso appezzamento di terreno. Con la consociazione si possono ottenere, in casi particolari, maggiori rese per unità di superficie e, a volte, si possono anticipare i tempi di produzione come nel caso delle "bulature"(semine di leguminose da prato su cereali vernini). Le consociazioni e i sovesci sono utili nel garantire una buona dotazione in humus e quindi il mantenimento della fertilità e, inoltre, migliorano la struttura del suolo, rendendolo più soffice ed aerato.

AVVICENDAMENTI E ROTAZIONI
L'avvicendamento è una sequenza libera di colture. La rotazione consiste nel susseguirsi delle coltivazioni nel tempo, più precisamente è una sequenza rigida e programmata di colture che si ripetono negli anni. Entrambe le pratiche sono indispensabili nelle aziende cerealicolo-foraggere e ad indirizzo orticolo, per garantire ed incrementare il mantenimento della fertilità dei suoli. Il ripetersi delle stessa coltura sul medesimo campo coltivato comporta il fenomeno noto come "stanchezza del terreno", derivante dalla perdita di sostanza organica dal terreno, dall'impoverimento strutturale degli elementi nutritivi e alla riduzione dei microelementi specifici delle colture, dall'alterazione della struttura, dall'eccessivo proliferare di organismi patogeni e parassiti specifici e dall'accumulo di sostanze tossiche escrete dalle radici. Nell'impostare l'avvicendamento o la rotazione è necessario scegliere colture che ben si adattano alle caratteristiche pedoclimatiche della zona in cui si opera, inserire tra le colture in successione una leguminose annuale o poliannuale o una coltura da sovescio, prevedere una scelta possibilmente ampia di colture da alternare in modo da ridurre la diffusione degli agenti di malattia e di danno specifici e la presenza di colture intercalari(coltivazioni a ciclo breve che vengono inserite tra una coltivazione principale e la successiva). Le coltivazioni possono essere distinte in: -colture depauperanti o sfruttanti(lasciano il terreno in condizioni fisico-chimiche peggiori di quando sono state seminate); -colture miglioratrici(lasciano il terreno in condizioni fisico-chimiche migliori di quando sono state seminate); -colture da rinnovo(lasciano il terreno in buone condizioni per l'effetto positivo della loro tecnica colturale e in particolare per le letamazioni e per le lavorazioni più profonde).


L'APPORTO DI EFFLUENTI ZOOTECNICI COME CONCIMI
Gli animali allevati in azienda hanno il compito di trasformare la biomassa vegetale in produzione animale e residui organici, cioè deiezioni. Le deiezioni riportano al terreno parte della materia/energia che sostiene la catena dei detriti. In agricoltura biologica l'uso del letame è utilizzato dopo le arature in superficie, oppure in copertura su coltivazione in atto, spesso fresco come se fosse un "concime" da distribuire più volte. La presenza di allevamenti animali in rapporto proporzionato alta superficie aziendale costituisce la premessa per la stabilità dell'agroecosistema, senza il pericolo di conseguenze negative per l'ambiente. Il letame è il concime aziendale per eccellenza, la sua azione fertilizzante è lenta avendo un elevato contenuto in azoto residuale e continua negli anni successivi. L'interramento del letame non deve essere profondo(20 cm) se si vogliono evitare fenomeni putrefattivi che possono comportare la produzione di sostanze tossiche, dannose per le radici. In agricoltura biologica sono preferibilmente impiegati: il letame fresco, il letame compostato ed il letame di stalla a stabulazione libera, con lettiera permanente. Il letame fresco viene utilizzato di solito dopo qualche settimana che è stato accumulato e viene distribuito durante il periodo vegetativo, in superficie e in minima quantità, ripetendo più volte la concimazione nell'arco dell'anno. Il letame compostato si ottiene dal letame con aggiunta di vari materiali(paglia, farina di roccia, farina di argilla, fosfati grezzi,…). Il letame di stalla a stabulazione libera, con lettiera permanente ha un'azione fertilizzante rapida e duratura.

Meno usato è il letame stoccato in quanto lo stoccaggio, specialmente se protratto, porta al comportamento, soprattutto se si tratta di un letame povero di lettiera, che può determinare fermentazioni con produzione di molta ammoniaca. I liquami sono effluenti che contengono poca sostanza organica mentre sono ricchi di azoto, devono essere obbligatoriamente stoccati al fine di abbattere i microrganismi patogeni a livelli non pericolosi per la salute. L'aggiunta di farine di argilla migliora le caratteristiche del liquame. Aggiungere al liquame paglia, come fonte di carbonio, e anche preparati a base di erbe che migliorano il processo di decomposizione.


IL CONTROLLO DEGLI AGENTI DI MALATTIA E DI DANNO
Il controllo degli agenti di malattia e di danno deve essere effettuato innanzitutto con interventi di tipo preventivo indiretti(adottando tutte quelle pratiche agricole e quegli accorgimenti che tendono a mantenere il livello delle infestazioni tale da non provocare danni rilevanti alla produzione). Le principali strategie preventive consistono nel favorire la complessità dell'agroecosistema e quindi mantenere un'elevata biodiversità, scegliere specie o varietà adatte all'ambiente pedoclimatico, scegliere le sementi sicuramente sane e impiegare mezzi agronomici che possano favorire una crescita ottimale delle piante e contrastare la diffusione delle malattie e le infestazioni da parassiti(fertilizzazione equilibrata, lavorazioni adeguata del terreno, semine o tardive per sfasare il ciclo della coltura col ciclo del parassita, buon drenaggio del terreno, rotazioni e consociazioni). In caso di reale pericolo per la produzione è possibile effettuare interventi diretti mediante mezzi diversi: mezzi fisici e meccanici, mezzi biologici, mezzi biotecnici ed alcuni mezzi chimici(con prodotti di origine inorganica e non di sintesi). I mezzi fisici e meccanici comprendono sia mezzi preventivi sia mezzi che agiscono direttamente sul parassita. È possibile intervenire direttamente sul parassita con prodotti non di sintesi che siano ammessi dal regolamento.

IL CONTROLLO DELLA FLORA SPONTANEA
Le erbe selvatiche in agricoltura biologica sono considerate accompagnatrici di quelle coltivate. Le erbe spontanee fungono da fonte trofica e da rifugio per gli insetti entomofagi, le leguminose spontanee possono arricchire in azoto il terreno, le erbe spontanee diminuiscono l'erosione e con le loro radici assorbono gli elementi nutritivi destinati ad essere più facilmente dilavati. Il controllo delle erbe spontanee è di tipo mirato e guidato che tenga conto del cosiddetto "periodo critico di infestazione" (periodo in cui la coltura è più soggetta alla competizione con le infestanti.


MEZZI AGRONOMICI
Comprendono quelle pratiche, che hanno grande rilevanza sia nel prevenire la presenza di erbe selvatiche sia direttamente nel controllo delle infestazioni in atto; tra le strategie più comuni vi sono:l'impiego di concimi compostati, scelta di avvicendamenti o rotazioni, scelta dell'epoca di semina, scelta dell'epoca di sfalcio delle foraggere, eseguire il sovescio prima che l'infestane vada a seme e l'inerbimento.

MEZZI MECCANICI
Tutte le operazioni colturali e quegli interventi a livello del terreno che comprendono le lavorazioni effettuate, sia con mezzi meccanici sia manuali, svolgendo un'azione di disturbo sulla flora spontanea. L'aratura porta in profondità i semi inducendo dormienza e inibendo la germinazione, la tecnica della falsa semina o "cura delle infestanti", la falciatura(eliminazione delle infestanti prima che producano seme), impiego di particolari attrezzi per la distruzione delle infestanti, utilizzati sia in presemina, sia in post impianto. Si tratta di lavorazioni superficiali del terreno o "sarchiature" effettuate con diversi strumenti: l'erpice strigliatore, l'estirpatore, l'operazione di rincalzatura, le zappatrici di vario tipo e frese e il rompicrosta rotante.

MEZZI FISICI
Il controllo delle infestanti con mezzi fisici sfrutta la luce, il calore e l'acqua. -la pacciamatura:copertura del terreno con opportuni materiali per impedire il passaggio della luce e quindi la crescita delle piante spontanee; -il pirodiserbo:impiego del fuoco mediante l'uso di particolari attrezzature che producono fiamma mediante combustione di gas; -l'acqua può essere utilizzata nelle particolari condizioni della risaia.

MEZZI BIOLOGICI
Lo stato attuale del controllo biologico delle erbe spontanee nel nostro Paese è ancora allo stadio di ricerca sperimentale.le metodologie applicative si basano sostanzialmente su tre strategie: il controllo di erbe infestanti esotiche, l'uso di bioerbicidi e la sintesi e l'utilizzo di fitotossine.

LE COLTURE PROTETTE
Sono ammessi i mezzi di semiforzatura per produzioni anticipate o ritardate a condizione che il riscaldamento sia effettuato per la produzione di piantine, la copertura sia fatta ad un solo strato, sia prevista un'adeguata rotazione fra le colture, i prodotti provenienti da coltivazioni protette siano commercializzati con la dicitura " prodotto biologico da coltura protetta" o "prodotto biologico in conversione da coltura protetta".

ZOOTECNIA BIOLOGICA GENERALITA'
Le produzioni animali contribuiscono a mantenere e migliorare la fertilità del suolo, consentendo così il raggiungimento dell'autosufficienza dell'azienda. La presenza degli animali contribuisce all'equilibrio dell'agroecosistema, rispondendo alle esigenze in elementi nutritivi delle colture, ripristinando e incrementando il contenuto in sostanza organica nel terreno. L'allevamento nell'agricoltura biologica è una produzione legata alla terra: la produzione animale senza terra non è conforme alle norme del regolamento comunitario.


IL BENESSERE DEGLI ANIMALI
Il regolamento comunitario proibisce qualsiasi azione che possa produrre danni fisici e inutili stress agli animali, inoltre il trasporto degli animali deve avvenire in modo da evitare loro qualsiasi tipo di trauma. Nella scelta delle razze o delle varietà occorre dare la preferenza a razze autoctone. La densità degli animali allevati non deve essere superiore all'equivalente di 170kg di N di effluenti per ettaro all'anno. È vietata la stabulazione fissa.

L'ALIMENTAZIONE DEGLI ANIMALI
Deve essere finalizzata a una produzione di qualità piuttosto che alla quantità massima, rispettando le esigenze nutrizionali dei capi. È vietata l'alimentazione forzata. Possono essere utilizzati mangimi prodotti con le materie prime ammesse dal regolamento.

LA PROFILASSI E LA CURA DELLE MALATTIE
Il regolamento comunitario prevede specifiche disposizioni circa la prevenzione e la cura delle malattie degli animali: la scelta delle razze adattate all'ambiente locale, rispettare un'adeguata densità degli animali per superficie, per evitare il sovraffollamento, applicazione di pratiche di allevamento adeguate alle esigenze di ciascuna specie. Per quanto riguarda la cura delle malattie, l'uso dei medicinali veterinari deve essere limitato all'impiego di prodotti fitoterapici(prodotti derivati dalle piante come gli estratti vegetali, escludendo gli antibiotici), prodotti omeopatici. È vietato l'impiego di sostanze ormonali, sia per quanto riguarda l'accrescimento, sia per la riproduzione. È proibito l'uso di organismi geneticamente modificati(OGM). È consentita la pratica dell'inseminazione artificiale, mentre è vietato il ricorso al trasferimento di embrioni.


LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI BIOLOGICI
I prodotti biologici sono prodotti salutari, privi si sostanze chimiche di sintesi. Sono i prodotti alimentari ottenuti dall'agricoltura biologica, per essere definiti tali ed essere commercializzati devono essere sottoposti a controllo e certificazione. Produzione e trasformazione devono essere sottoposti a controllo. I prodotti devono essere venduti come "prodotto confezionato" o in confezioni sigillate; i prodotti biologici commercializzati in modo sfuso devono comunque essere accompagnati da un certificato di prodotto. Oltre alle varie indicazioni obbligatorie previste per tutti i prodotti alimentari, l'etichetta dei prodotti biologici deve portare le seguenti indicazioni:codice dell'azienda controllata; numero di autorizzazione, nome dell'organismo di controllo autorizzato. I prodotti biologici trasformati possono essere suddivisi in 3 categorie: -prodotti che contengono almeno il 95% degli ingredienti agricoli coltivati secondo il metodo biologico, per almeno 2 anni; -prodotti che contengono almeno il 70% di ingredienti agricoli coltivati secondo il metodo biologico. Questi prodotti non potranno avere la dicitura di prodotti da agricoltura biologica, ma potranno avere il riferimento al biologico nell'elenco degli ingredienti e nella dicitura che ne specifica la percentuale; -prodotto proveniente da aziende in fase di conversione: prodotti coltivabili secondo il metodo biologico da almeno un anno prima del raccolto. E' obbligatoria la dicitura "prodotto in conversione all'agricoltura biologica" e non possono contenere che un solo prodotto di origine agricola. I prodotti animali possono essere commercializzati con la dicitura "biologico" solo se gli animali sono stati allevati secondo le norme previste dal regolamento comunitario.

I PREZZI DEI PRODOTTI BIOLOGICI
Sono normalmente superiori. I costi più elevati dei prodotti biologici sono giustificati in quanto la produzione è di solito quantitativamente inferiore, rispetto all'agricoltura convenzionale. Si ha maggiore impiego di manodopera rispetto al metodo tradizionale.

I VANTAGGI DI TIPO ECONOMICO E SOCIALE
L'agricoltura biologica contribuisce al mantenimento del paesaggio e della biodiversità e non comporta elevati impatti ambientali e inquinamento. I vantaggi:l'inquinamento che ha un costo sociale spesso elevato, il risparmio di energia ausiliaria, la valorizzazione dei prodotti, maggior rispetto della natura, delle piante coltivate e degli animali allevati, maggior rispetto della biodiversità negli agroecosistemi ed utilizzo della forza delle leggi naturali per aumentare le rese e la resistenza ai parassiti.

LA VENDITA DEI PRODOTTI BIOLOGICI
I prodotti biologici vengono commercializzati attraverso la vendita diretta( effettuata di solito in aziende di modeste dimensioni, è più conveniente una quanto si viene a ricavare l'interro margine di guadagno, non essendoci intermediari) e la vendita attraverso consorzi di produttori(che è attualmente quella più diffusa).


LA COLTIVAZIONE BIOLOGICA DEL FRUMENTO SCELTA VARIETALE
Deve essere effettuata tenendo conto delle caratteristiche pedoclimatiche del territorio in cui si opera ed in particolare resistenza al freddo e della natura del terreno. È importante scegliere varietà resistenti alle malattie e tenere conto anche del portamento della pianta.

LAVORAZIONI E CONCIMAZIONI
L'aratura leggera crea una buona struttura del terreno e favorisce l'attività biologica degli organismi del suolo. Nella preparazione del letto di semina si devono preferire attrezzi che preparino il terreno senza rischiare di spezzare le radici delle infestanti con il conseguente incremento della loro proliferazione, per la disseminazione degli organi di propagazione vegetativa. Nelle stagioni piovose si preferisce la semina su sodo per non danneggiare la struttura del suolo. Nella concimazione del frumento bisogna considerare la coltura che nella rotazione lo ha preceduto. Nella coltivazione del frumento è necessario prevedere una coltura intercalare, che si inserisca tra due colture principali. La concimazione del frumento deve essere effettuata preferibilmente con letame compostato che deve essere incorporato al terreno in superficie nella preparazione del letto di semina. Può anche essere impiegato il letame maturo, mentre è da evitare quello fresco.

SEMINA
La semina del frumento avviene a file semplici o binarie. La profondità di semina varia tra i 3 cm( terreni compatti e umidi) e i 5 cm( terreni più soffici ed asciutti). La quantità del seme è superiore del 20-30% rispetto al metodo convenzionale, per ottenere una certa resa e per migliorare la competizione delle piante nei confronti delle infestanti. Si impiegano anche oltre i 240kg/ha di semente contro i 140-200 kg/ha del metodo convenzionale.

AVVICENDAMENTI E ROTAZIONI
Sono pratiche indispensabili nelle coltivazioni cerealicole per mantenere e incrementare la fertilità del suolo, ridurre la competizione con le infestanti e controllare i parassiti( specialmente quelli del terreno). Il frumento è una pianta depauperante, può essere inserito dopo una coltura da rinnovo.

CONTROLLO DELLE ERBE SPONTANEE
Si basa innanzitutto sulle seguenti strategie preventive: rotazione colturale, consociazioni, lavorazioni del terreno e falsa semina, concimazione equilibrata, epoca di semina, densità di semina e scelta di varietà a portamento prostrato che riducono la presenza delle infestanti.

CONTROLLO DEGLI AGENTI PATOGENI E DI DANNO
Il frumento è soggetto alle seguenti principali malattie fungine(oidio, ruggini, caria e carboni,…). Il controllo dei parassiti del frumento si basa sulle seguenti principali metodologie:scelta di varietà resistenti, avvicendamenti e rotazioni, concimazioni equilibrate, densità di semina ottimale, buon drenaggio del terreno e impiego di seme sano e concia delle sementi. Raramente si deve ricorrere a dei trattamenti diretti contro le avversità:trattamenti diretti contro l'oidio e trattamenti diretti contro gli afidi. In agricoltura biologica non è ammesso l'uso di prodotti fitosanitari per la conservazione delle sementi raccolte.


LA COLTIVAZIONE BIOLOGICA DELLA VITE: LAVORAZIONI E CONCIMAZIONE
Le lavorazioni sono necessarie per l'interramento dei concimi, per il controllo delle erbe spontanee infestanti, per favorire al penetrazione dell'acqua nel terreno. In autunno vengono effettuate lavorazioni( profondità massima 20 cm) per interrare la sostanza organica ed i concimi( solitamente si usa il letame maturo, per l'apporto di azoto e il miglioramento della struttura del terreno) di cui abbisogna la vite. La sostanza organica è l'elemento fondamentale della concimazione in viticoltura, l'apporto avviene mediante il sovescio( l'interramento delle colture seminate nell'interfila previa trinciatura), che nei terreni sufficientemente fertili può sostituire la letamazione. Per quanto riguarda le lavorazioni di coltivazione: le lavorazioni autunnali facilitano il ripristino delle riserve idriche del terreno, alla fine dell'inverno può essere effettuata un'altra lavorazione più superficiale per garantire una buona dotazione idrica al terreno e le lavorazioni estive e primaverili controllano la flora spontanea.

INERBIMENTO
La copertura del suolo del vigneto( consociazione tra vite e piante) è una pratica che può essere molto vantaggiosa, perché favorisce la presenza degli entomofagi, svolge un'azione di contenimento dei processi erosivi del terreno e di dilavamento degli elementi nutritivi, migliora la struttura del suolo, controlla le infestanti, permette il passaggio delle macchine nelle zone collinari. Nell'inerbimento vengono utilizzati miscugli di essenze miglioratrici che devono essere adattate alle caratteristiche pedoclimatiche del territorio in cui è situato il vigneto. Esistono vari tipi di inerbimento: il classico dell'interfila con le lavorazioni limitate al settore "sulla fila", quello totale ma differenziato con semina di piante erbacee annuali sulla fila mentre nell'interfila si seminano miscugli di piante erbacee poliannuali e/o perenni e quello graduale fatto a file alterne.



CONTROLLO DEGLI AGENTI PATOGENI E DEI PARASSITI ANIMALI
Le principali malattie che colpiscono la vite sono: peronospora, oidio, muffa grigia, mal dell'esca, flavescenza dorata. I principali agenti di danno sono: tignoletta e tignola, cicalina della flavescenza dorata, ragnetto rosso e ragnetto giallo.

PERONOSPORA DELLA VITE
È una delle malattie più gravi. Il fungo colpisce quasi tutti gli organi erbacei, ma particolarmente gravi sono i danni al grappolo che possono compromettere la produzione sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. La prima infezione dell'anno si ha con una temperatura di 10 °C, quando la lunghezza media dei germogli è di almeno 10 cm e la piovosità è di almeno 10 mm di acqua nelle ultime 24-48 ore. Le infezioni successive possono essere determinate calcolando la percentuale del periodo di incubazione( il tempo che intercorre tra l'entrata del fungo nei tessuti vegetali e la fuoriuscita delle spore che diffondono il fungo nell'ambiente). Si interviene almeno 2 giorni prima della prevista evasione(emissione delle spore). Per il controllo della peronospora esistono centri fitoiatrici pubblici che offrono assistenza tecnica fornendo indicazioni tempestive su quando e come intervenire attraverso bollettini e reti telefoniche. Per i trattamenti contro la peronospora si usano essenzialmente i prodotti rameici, uniti alla bentonite. Il rame blocca le spore, che uccide, impedendo così nuove infezioni.

OIDIO DELLA VITE
È un'altra importante malattia fungina che attacca gli organi erbacei della pianta e i danni più gravi sono a carico degli acini, che possono finire per spaccarsi e andare incontro a marciume provocato dall'ingresso di altri patogeni(come la botrite). Per il controllo dell'oidio si utilizza lo zolfo sottoforma di polvere secca oppure di zolfo bagnabile o come zolfo colloidale( o micronizzato).

BOTRITE O MUFFA GRIGIA
È un fungo che attacca soprattutto i grappoli determinandone l'ammuffimento e il marciume. Può essere controllata mediante prodotti a base di rame, che agisce direttamente sulla botrite, irrobustendo a vegetazione e determinandone l'indurimento dei tessuti.

MAL DELL'ESCA O APOPLESSIA
È una malattia provocata da funghi appartenenti ai basidiomiceti che determinano un deperimento a carico degli organi legnosi della vite.

FLAVESCENZA DORATA
È una malattia provocata da un micoplasma e si manifesta con l'arresto improvviso dell'attività vegetativa.

TIGNOLETTA E TIGNOLA DELLA VITE
Si tratta di due piccoli lepidotteri che allo stadio di larva attaccano i grappolini fiorali e poi gli acini, penetrandovi e svuotandoli. La tignoletta compie due o tre generazioni all'anno, la tignola due generazioni.

CICALINA DELLA FLAVESCENZA DORATA DELLA VITE
È localizzata nei vigneti del nord. Il danno è determinato da tutti gli stadi che succhiano linfa alle foglie e ai germogli.

RAGNETTO ROSSO DEI FRUTTIFERI E RAGNETTO GIALLO DELLA VITE
Sono acari che infestano le foglie e i germogli della vite sottraendo linfa e determinando disseccamenti e filloptosi.


LA DIFESA BIOLOGICA
Viene effettuata con l'impiego di organismi viventi e sostanze di origine biotica, si sfruttano principalmente gli antagonisti e i parassiti naturali dei patogeni. I metodi di impiego di questi nemici naturali dei parassiti sono: il metodo propagativo, inoculativo, inondativo e protettivo. La lotta biologica sfrutta anche la tecnica dell'autocidio (immissione nell'ambiente di grandi quantità di maschi sterili della specie dannosa, i quali si accoppiano con le femmine che così non potranno generare nuovi individui) e l'uso dei feromoni.

INTERVENTI FITOIATRICI A BASSO IMPATTO AMBIENTALE
Dopo anni di uso elevato di fitofarmaci si sono resi necessari interventi sulle colture che riescano a conciliare rispetto all'ambiente e difesa delle colture stessa dai parassiti. Oggi sono state elaborate linee di lotta ai parassiti più rispettose dell'ambiente e meno tossiche per l'uomo. Tali linee si basano su 3 punti fondamentali: un uso più limitato di farmaci, fitofarmaci più specifici e meno tossici e l'evitare gli interventi chimici dove possibile.

LOTTA BIOLOGICA
È un metodo che prevede di effettuare il trattamento seguendo una cosiddetta "soglia di intervento" o "soglia economica", che rappresenta il punto in cui la quantità di parassita provoca un danno corrispondente al costo del trattamento, con quantità inferiori il trattamento non conviene economicamente. Consiste nel non usare prodotti chimici per i trattamenti, evitando quindi di accrescere la presenza si sostanze chimiche nell'ambiente. È costosa e con effetti non immediati.

LOTTA INTEGRATA
È l'insieme di metodi di lotta per tenere sotto controllo le popolazioni di specie dannose. Si compone della lotta guidata con l'applicazione di metodi agronomici e biologici.


DISTINZIONE TRA LOTTA BIOLOGICA E PRODUZIONE BIOLOGICA
La lotta biologica è la difesa delle piante mediante organismi viventi e sostanze di origine biotica. Produzione biologica è quella produzione attuata con un sistema codificato a livello europeo, il quale prevede che, per commercializzare con il marchio dei prodotti biologici, si debbano rispettare norme specifiche e ci si debba assoggettare a controllo da parte di enti preposti.

PERCHE' LE PRODUZIONI BIOLOGICHE?
Le ragioni che inducono alla scelta di produrre in modo biologico sono legate a convenienze economiche legate all'espansione della vendita e consumo dei prodotti biologici. Gli obiettivi principali che regolano l'agricoltura biologica sono legati alla tutela della salute dei consumatori e degli operatori e la protezione ambientale. Le produzioni biologiche sono quindi più rispettose dell'ambiente e della salute tramite la valorizzazione delle caratteristiche proprie della specie e varietà coltivata, senza eccessive forzature innaturali o comunque senza uso di prodotti di sintesi.


L'AGRICOLTURA BIODINAMICA
Nasce nel 1924 durante un incontro tra agricoltori ed il filosofo Rudolf Steiner( fondatore dell'Antroposofia). Il metodo biodinamico in agricoltura consiste nel cercare l'equilibrio del terreno, delle piante coltivate, degli animali e dell'uomo inseriti in un sistema di forze cosmiche, e considerati tutti come organismi viventi che collaborano per costruire un universo armonico di forze vitali. L'agricoltura biodinamica parte dalla considerazione dell'importanza della qualità dei cibi sulla salute umana, e di come il metodo di coltivazione influisca sulla struttura, crescita e valore nutrizionale delle piante coltivate. Essa propone di estendere la conoscenza non solo alla pianta ma anche a quelle forze della terra e del cosmo che influenzano la pianta stessa. Gli alimenti contengono l'impronta delle forze che li hanno costituiti; l'apporto di queste forze è fondamentale per l'alimentazione e dipende dal metodo di coltivazione. L'azienda agricola è l'unico organismo in cui terra, piante, animali sono parte di questo organismo; l'uomo dovrà intervenire con pratiche rispettose, sfruttando le forze naturali ma mantenendo l'equilibrio senza forzarlo; restituire ciò che viene tolto. Questo tipo di agricoltura prevede l'uso di prodotti biodinamici per la cura del terreno e delle piante.

Progetto Comenius - Liceo Classico-Scientifico "L.Ariosto- L.Spallanzani" - A.S. 2004/05