Il sindaco Manodori,in un avviso del 13 Luglio 1870, comunica ai cittadini che a causa della siccità, le acque irrigue dei canali di Secchia e d'Enza saranno distribuite "per turno" (secondo l'anteriorità di diritto dei singoli irriganti):
In un documento del 28 Maggio del 1868,il Municipio di Reggio Emilia,rende pubblico ai cittadini che le tasse di irrigazione per i terreni posti entro e fuori il territorio comunale,si manterranno invariati:
Antonio Scapinelli invia a S.A.Serenissimo una grida riguardo alla pulizia della città dalle immondizie.Egli comanda che nessuno inquini la città, comprendendo in essa anche corsi d'acqua e canali,stabilendo pene pecuniarie da 5 a 25 lire in caso di contravvenzione:
L'editto, datato 20 Maggio 1846 ed emanato da Eugenio Napoleone, al tempo Re D'Italia dispone le regole per i cittadini italiani per l'utilizzo e la derivazione delle acque provenienti da fiumi, torrenti e canali pubblici:
Il cancelliere Giovanni Alai nel Luglio del 1754 pubblica questa ammenda per i " Signori presidenti alla Congregazione centrale delle acque tutte e Strade del Reggiano" riguardo a una tassazione sulle acque del Secchia ed Enza utilizzate per l'irrigazione dei territori circostanti:
Il 16 Dicembre 1624 il Consiglio Generale di Reggio impone ai Reggiani il veto di concedere ai concittadini le licenze per annacquare,pena sanzione pecuniaria: