Progetto Comenius
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Liceo Classico-Scientifico Ariosto-Spallanzani
ACQUA E LEGGI

Leggi regionali


Il controllo dei corpi idrici interni in Emilia-Romagna è condotto attraverso due reti di monitoraggio, una per le acque superficiali e l'altra per quelle sotterranee. Queste reti di monitoraggio assicurano una omogeneità di intervento a livello regionale con possibilità di integrazioni a livello locale a scala provinciale o comunale (reti di secondo grado).

La rete di primo grado delle acque superficiali è stata istituita nel 1984 dalla Regione con il concorso delle Provincie per il controllo quali-quantitativo dei principali corsi d'acqua del territorio. Dopo una prima revisione inserita nella Deliberazione della Giunta Regionale n. 27 del 18/01/2000 per adeguamento al DLgs n. 152/99, il numero delle stazioni di misura della rete di monitoraggio delle acque superficiali è passata da 241 a 169, tenendo conto anche delle indicazioni suggerite dall'Autorità di Bacino del fiume Po, attraverso la soppressione di quelle rivelatesi ridondanti. Ai fini della classificazione delle acque è previsto il monitoraggio quali-quantitativo della frazione acquosa (frequenza di campionamento mensile, determinazione di 22 parametri di base e di altri parametri aggiuntivi quando ritenuto necessario), il monitoraggio del biota (tramite l'indice IBE), la realizzazione di test biologici addizionali, test di bioaccumulo e analisi dei sedimenti quando ritenuto opportuno. Il monitoraggio sulle acque superficiali interne interessa anche gli aspetti funzionali richiamati dal D.Lgs. 152/99 sulle acque destinate alla produzione di acqua potabile (art. 7) e quelle idonee alla vita dei pesci (art. 10) con reti che per alcune situazioni si integrano con la rete della sorveglianza ambientale che constano rispettivamente di 24 e 85 stazioni di misura.


La rete delle acque sotterranee venne creata nel 1976 per il controllo dei livelli piezometrici e della conducibilità elettrica specifica. Dal 1987 il monitoraggio interessa anche le caratteristiche qualitative delle acque. Al momento attuale il controllo dei parametri della qualità interessa circa 400 pozzi, quello dei parametri di quantità circa 500 pozzi. L'attività di monitoraggio è articolata in campionamenti semestrali per il controllo della qualità e in misure dei livelli piezometrici a frequenza trimestrale. I campioni di acqua prelevata sono sottoposti ad analisi chimica e microbiologica per la ricerca di 53 parametri obbligatori e 10 facoltativi.

NORMATIVA

Normativa comunitaria

Direttiva 2000/60/CE del 23 ottobre 2000 che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque

Direttiva 98/83/CE del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano

Direttiva 91/676/CEE del 12 dicembre 1991 relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole

Direttiva 91/271 CEE del 21 maggio 1991 concernente il trattamento delle acque reflue urbane

Direttiva 76/160/CEE del 8 dicembre 1975 concernente la qualità delle acque di balneazione

Normativa nazionale
D.lgs. 2 febbraio 2001 n. 31 "Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano.

D.lgs. 11 maggio 1999 n. 152, come integrato e modificato dal d.lgs. 18 agosto 2000 n 258, recante "Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole.

L. 5 gennaio 1994 n. 36 "Disposizioni in materia di risorse idriche"

D.L. 13 aprile 1993, n. 109 "Modifiche al D.P.R. 8 giugno 1982 n. 470 concernente l'attuazione della direttiva CEE, n. 76/160/CEE relativa alla qualità delle acque di balneazione" convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 12 giugno 1993 n. 185

D.P.R. 24 maggio 1988 n. 236 "Attuazione della direttiva CEE

n. 80/778 concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano ai sensi dell'art. 15 della L. 16 aprile 1987 n. 187

L. 31 dicembre 1982 n. 979 "Disposizioni per la difesa del mare"

D.P.R. 8 giugno 1982 n. 470 "Attuazione della direttiva 76/160/CEE del 8 dicembre 1975 concernente la qualità delle acque di balneazione

R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775 "Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici"

Normativa regionale
D.G.R. 1 marzo 2000 n. 651 "Direttiva concernente i primi indirizzi per l'applicazione del d.lgs. 11 maggio 1999 n. 152"

L.R. 6 settembre 1999 n. 25 "Delimitazione degli ambiti territoriali ottimali e disciplina delle forme di cooperazione tra gli enti locali per l'organizzazione del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti urbani"

L.R. 21 aprile 1999 n. 3 "Riforma del sistema regionale e locale" Capo III Sezione III "Inquinamento delle acque" Artt. 110 - 120, Capo IV Sezione I "Funzioni in materia di risorse idriche, difesa del suolo e miniere" Artt. 138 - 144

L.R. 24 aprile 1995 n. 50 "Disciplina dello spandimento sul suolo dei liquami provenienti da insediamenti zootecnici e dello stoccaggio degli effluenti di allevamento"

L.R. 29 marzo 1993 n. 14 "Istituzione dell'Autorità dei Bacini Regionali"

L.R. 28 novembre 1986 n. 42 "Ulteriori modifiche e integrazioni alla L.R. 29 gennaio 1983 n. 7 recante "Disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature" - Provvedimenti per il contenimento dell'eutrofizzazione"

L.R. 29 gennaio 1983 n. 7 "Disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature. Disciplina del trasporto di liquami e acque reflue di insediamenti civili e produttivi"

Progetto Comenius - Liceo Classico-Scientifico "L.Ariosto- L.Spallanzani" - A.S. 2004/05