Notizie sicure sulle tribù dei Vandali si hanno solo dal I secolo d.C. Forse suddivisi in silingi ed hasdingi i Vandali erano stanziati, in quest'epoca storica, lungo le coste meridionali del Mar Baltico. Intorno al 171 risulta che gli hasdingi, al seguito dei Goti, si erano stanziati nelle regioni del Mar Nero mentre i silingi, è certo, si trovavano lungo il corso del fiume Meno intorno al 277. Agli inizi del IV secolo, sotto la spinta degli Unni, entrambe le tribù, insieme ad orde di Alani penetrarono in Gallia, dove diedero alle fiamme città e villaggi e, nel 409, invasero la Spagna. Quì, tra il 415 ed il 418 i Visigoti, federati romani, agli ordini di Wallia, distrussero i Silingi della Galizia ma non riuscirono a piegare gli Hasdingi e gli Alani della Betica. Da queste regioni marittime si trasformarono in temibili pirati che terrorizzarono le coste delle Baleari e della Mauritania, fino al definitivo trasferimento, nel 428, in Africa. Il re Genserico stabilì la capitale a Cartagine nel 439. Negli anni seguenti i Vandali, che intanto avevano l’appoggio delle popolazioni di fede ariana furono in grado di armare alcune flotte, con le quali terrorizzarono il Mediterraneo occidentale; nel 455 la stessa Roma venne saccheggiata. Nel VI sec. sbarcò in Africa un’armata bizantina agli ordini di Belisario che nel 534 riuscì a cancellare ogni traccia del dominio dei Vandali. I Vandali appartenevano al gruppo delle popolazioni germaniche; non essendo riusciti a fondere ed amalgamare, nel regno costituito da Genserico in Africa, le tradizioni germaniche con le strutture sociali e culturali romane (con le quali furono lungamente a contatto) ne conseguì una tale fragilità ed inconsistenza dello Stato da non lasciare alcuna traccia degna di nota al momento del suo declino.