Progetto Comenius
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Liceo Classico-Scientifico Ariosto-Spallanzani
ACQUA: GEORAFIA E STORIA

Il Po

il fiume Po

Il Po nasce a Crissolo, a Pian del Re, ai piedi del Monviso ad una altitudine di 2022m. La sua lunghezza è di oltre 650 km. Lungo il suo corso, il Po è alimentato da 141 affluenti. La portata massima registrata è di 12.800 m3/sec a Piacenza (nov. 1951). Il suo delta è di 380 chilometri quadrati e si dirama in cinque bocche: Po della Maestra, Po della Pila, Po di Tolle, Po della Gnocca, Po di Goro.

La mutevolezza del suo aspetto è stato il tratto saliente di questo fiume e del paesaggio che lo accompagna. Nel corso degli ultimi millenni si è radicalmente trasformato per l'azione di molteplici fattori. I confini tra l'emerso ed il sommerso si sono mutati ed il territorio è stato letteralmente costruito assumendo una relativa stabilità. Il bacino del fiume Po è il bacino idrografico più grande d'Italia. La sua superficie si estende per oltre 71.000 chilometri quadrati, interessando 3.200 comuni, sei regioni: Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, e la Provincia Autonoma di Trento. La popolazione che vive nel bacino del Po è di circa 16 milioni di abitanti. La densità abitativa va dai 1.480 ab./km² nell'area del Lambro ai 25 ab./km² nel bacino del Trebbia. Prelievi idrici da acque sotterranee: 5,3 miliardi di m³/anno Prelievi idrici da acque superficiali: 25,1 miliardi di m³/anno Carichi inquinanti: 16 milioni di abitanti equivalenti a 15% civile, 52% industria e 33% agrozootecnico. Il regime delle acque del Po è considerato composito con due massimi (primaverile e autunnale) e due minimi (invernale ed estivo) tra loro pressoché uguali. Nonostante i grandi scarti che si possono notare rispetto alla portata media (1560 m3/sec. alla foce), il deflusso delle acque si presenta regolare in condizioni meteorologiche normali. La diversità di regime degli affluenti fa sì che l'importanza delle piene del Po venga smorzata ma quando le piogge cadono contemporaneamente su tutto il bacino con una certa intensità e durata, o si spostano da monte a valle, le piene possono diventare rovinose rompendo gli argini protettivi che ingabbiano il fiume da Valenza Po fino al mare per una lunghezza di circa 450 km.

Le esondazioni avvengono su tutti i territori rivieraschi del Po e dei suoi affluenti ma in modo maggiore verso il delta del fiume. A monte, colpisce soprattutto l'irruenza dei corsi d'acqua, dovuta alla forte pendenza e all'intervento eccessivo dell'uomo; a valle, colpiscono il sovraccarico e la forte pressione delle acque. Qui inoltre, il fiume corre pensile e la formazione di fontanazzi (all'esterno dei ripari) determina successivamente la rottura degli argini. Nell'autunno degli anni 580, 1438, 1928, 1951, 1994, 2000 e nella primavera degli anni 1872,1917, 1926, 1957, le piene ordinarie sono state esaltate da particolari condizioni climatiche. La portata del Po può crescere fino a 8900 m3/sec (Pontelagoscuro, giugno 1917) e a ben 12.800 m3/sec (Piacenza, nov. 1951).

Nel ottobre 2000, la portata del Po arrivò a più di 13.000 m3/s, (Piacenza) superando i livelli del 1951 già uguagliati nel 1994.

Progetto Comenius - Liceo Classico-Scientifico "L.Ariosto- L.Spallanzani" - A.S. 2004/05