Ossessione
(Italia 1943, b/n, 135') di Luchino Visconti con Clara Calamai e Massimo Girotti.
Narra la storia di Gino, un vagabondo, e Giovanna, la moglie del proprietario di uno spaccio sul Po. I due, divenuti amanti, uccidono il marito di lei, ma la riscossione dell'assicurazione avvelena il loro rapporto. La storia è raccontata da Visconti con grande forza espressiva che rompe i canoni del cinema fascista, con molto pessimismo e freddezza di toni. Fu questo il motivo per il quale il film fu boicottato dal Fascismo. E' evidente l'influsso del realismo francese; infatti il regista fu assistente di Renoir. La passione tra i due protagonisti è concreta e carnale e il tono generale secco e laconico, sostenuto da una padronanza dei mezzi espressivi, ne fanno un'opera modernissima