Severino Balestra (Marcello Mastroianni) è un venditore ambulante che, come ogni anno, si presenta alla fiera di un piccolo paese vicino al Po. Giunto con il suo furgone, è accolto con gioia da un gruppo di anziani, soli e ingenui fino ad apparire infantili, poiché, essendo nel dopoguerra, egli rappresenta il progresso e le novità. Recatosi poi in una trattoria, il giovane si invaghisce di Marina (Rosanna Schiaffino) che aveva conosciuto adolescente e che vi lavora come cameriera. Severino si mette quindi a vendere oggetti "miracolosi" privi di valore, approfittando dell'ingenuità della gente. Egli vive di espedienti e di piccoli imbrogli: fra le sue "merci" c'è anche il cielo, che vende ad ettari. Scesa la sera, Severino dice al gruppo di anziani che c'è la possibilità di acquistare degli "appezzamenti"di cielo ed essi, credendoci veramente, il giorno seguente gli consegnano i soldi per comprarsi in società un ettaro di cielo. Successivamente, desiderosi di andare a vivere nel cielo che possiedono, gli anziani decidono di togliersi la vita affogandosi nel Po, ma il loro tentativo fallisce comicamente. Nel frattempo Severino, appresa la notizia dal vagabondo Germinal, li trova e li trae in salvo. Ciò nonostante gli anziani non sono in collera per la truffa del giovane ed egli, per farsi perdonare, regala loro un prezioso rasoio elettrico, poiché uno di loro è barbiere. Infine i due innamorati lasciano il paese verso una vita che si presume felice. I personaggi sono ripresi, in particolare nei dialoghi, con il primo piano, ma frequentemente il regista ricorre all' uso del piano totale e del campo medio,per mostrare, ad esempio, la fiera del paese o le scene di campagna. Le angolazioni di ripresa vengono usate tutte, ma soprattutto quella frontale e dal basso; viene applicato anche lo zoom sul protagonista e la carrellata. Il film è stato realizzato in bianco e nero. "Un ettaro di cielo", che si può definire una commedia per il lieto fine, è tuttavia pervaso da una leggera malinconia.
Significato del Po
La vicenda si svolge fra le campagne costeggiate dal Po e il paese dove si
svolge la fiera , situato là vicino.
L'ambientazione geografica qui riveste un ruolo primario, poiché non fa solo da sfondo alle vicende, ma caratterizza la società che vi viene presentata. Il fiume Po è sempre ritratto placido e bonario, non solo quando fa da sfondo alla passeggiata romantica di Severino e Marina, ma anche quando, per le sue stesse caratteristiche acque basse, finisce per rendere vano il tentativo di suicidio dei tre anziani. Inoltre la vita che scorre lungo le sue rive sembra non essere stata toccata dal progresso che hanno già conosciuto le grandi città
(Milano), che Severino dipinge come un paradiso agli occhi dei paesani, isolati
e arretrati, ancora dediti alla pesca e all'agricoltura, con i rispettivi valori
tradizionali.