Progetto Comenius
torna alla home page
Liceo Classico-Scientifico Ariosto-Spallanzani
ACQUA: LESSICO EPICO E METAFORE

ACQUA E LESSICO

EPITETI DELL'ACQUA A CARATTERE DIVINO O SACRO

Oltre che essere un liquido di uso quotidiano dell'epica l'acqua è elemento divino, sacro, soprannaturale. L'acqua della pioggia viene da Zeus, il mare è regno di Positone, le sorgenti ospitano le ninfe, i fiumi sono personificati: lo Scamandro è

dineeiV,("No, non la madre ti piangerà, composto sul letto, ma lo Scamandro ti porterà vorticoso nel largo seno del mare, e accorrerà saltando nell'onda sotto il fremito nero un pesce, che di Licàone divorerà il bianco grasso" )

baqudineV, ("L'Assio ampia corrente generò Pelegone con Perìbea, la figliuola maggiore d'Acessameno; con lei s'unì il fiume gorghi profondi; su costui balzò Achille, ma l'altro scendo dal fiume gli stette a fronte, brandendo due lance, forza in cuore gli pose lo Xanto, perchè era sdegnato dei giovani uccisi in battaglia, che Achille straziava fra l'onde e non aveva pietà.")

argurodineV ("L'altra metà s'affollava sul fiume acque profonde, gorghi d'argento").

Alla gerarchia degli dei risponde una precisa gerarchia delle acque, come ci mostra in II.21, 193

all ouk esti Dii Kroniwni macesqai, tw oude kreiwn AcelwioV isofarizei, oude baqurreitao mega sqenoV Wkeanoio, ex ou per panteV potamoi kai pasa qalassa kai pasai krhnai kai freiata makra naousin;

"ma no, che non vale lottare con Zeus Cronide, con lui non può misurarsi nemmeno il gagliardo Acheloo, nemmeno la forza grande d'Oceano acque profonde, da cui tutti i fiumi e tutto intero il mare, tutte le fonti e i pozzi cupi traboccano;" e ss._ citazione con traduzione (s w.). Gli epiteti che rinviano a carattere sacro sono aaton "inviolabile") detto dell'acqua dello Stige, nella sua funzione religiosa di mezzo per i giuramenti, erateina reeqra attribuito allo Scamandro, che è così identificato con la ninfa che lo abita.

water_sunset (269K)

Non mancano anche epiteti puramente descrittivi come ifqimoi "vigorosi" detto dei torrenti in inverno, kallistoV o kalliroov per la bellezza o l'abbondanza dei flutti. Proprio le violenze del corso, capace di trascinare ogni cosa al proprio passaggio porta l'acqua a comparire come primo termine in similitudini condotte con i guerrieri e gli eroi in battaglia:

II. XVII 746 Autar opisqen Aiant iscanethn, wV te prwn iscanei udwr ulheiV, pedioio diaprusion tetuchkwV, oV te kai ifqimwn potamWn alegeina reeqra isxei, afar de te pasi roon pedionde tiqhsi plaqwn; oude ti min sqenei rhgnusi reonteV; wV aiei Aiante machn aneergon opissw Trwwn.

"E dietro gli Aiaci facevano fronte, come all'acquaresite un poggio boscoso, che s'alza dallapianura in traverso; esso dei fiumi gagliardi la violenta corrente trattiene e a tutti verso la piana il corso indirizza e devia; nè con la forza correndo lo possono abbattere: così gli Aiaci, dietro, sempre l'assalto arginavano dei Teucri."

Progetto Comenius - Liceo Classico-Scientifico "L.Ariosto- L.Spallanzani" - A.S. 2004/05