Progetto Comenius
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Liceo Classico-Scientifico Ariosto-Spallanzani
ACQUA: LESSICO EPICO E METAFORE

MARE NOSTRUM-UN PROBLEMA DI LESSICO

I nomi dati al mare dipendono dalla posizione di chi lo definisce, dal rapporto con le terre che bagna e dai legami con i popoli che vivono sulle sue sponde: sono un chiaro segno di come l'uomo, nell'atto di dare il nome, tenta di possedere e conoscere. Gli Egiziani e i Sumeri lo chiamano Mare Superiore, gli Ebrei "hiam hagadol" - "mare grande" e "iam ha-haron" - "mare che sta dietro". L'Odissea lo definisce semplicemente mare. Per Tucidide è Mare Ellenico,"nostro" per i Greci e su loro base"mare nostrum" per i Romani.

Poi divenne"interno" in contrapposizione all'"esterno", ovvero all'Oceano: ecco l'origine del Mediterraneo o mesogaioV. Isidoro di Siviglia prende questa definizione, dal De Cosmo di Aristotele (attribuito a …) e la traghetta al Medioevo facendone il nome e proprio del mare. I Greci avevano, per il mare, più nomi:alV è il sale, mare come materia;pontoV è il mare come distesa e viaggio;pelagoV è il mare vasto e aperto,Jalassa,forse di origine cretese, è l'avventura o l'esperienza, kolpoV è l'insenatura o il riparo.

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Il mare cambia genere da un litorale all'altro: neutro nelle lingue slave e in latino, è maschile in italiano, femminile in francese, ma il greco gli attribuisce tutti i generi. Tale ricchezza mostra bene la simbiosi tra l'uomo greco e questo elemento.

I Romani utilizzarono una terminologia più povera:il"mare" è termine generico e si accompagna a calchi costruiti sul greco: sal,pontus,pelagus,aequor.

Gli Ebrei mantennero sempre diffidenza e timore per la distesa marina,per evitare al suo Popolo il pericolo di attraversarla, "adonai" - "Dio" l'aprì dividendo il Mar Rosso (es. 14). Il mare è popolato di mostri atroci come il Leviatano o il Rachab. Il cristianesimo eredita questa visione negativa ( Apocalisse 21,1), sommandola a topoi greci sul naufragio come metafora della vita, eppure non se ne liberano: per S. Girolamo Maria è Stella Maris, S. Agostino scrive "a noi che siamo nati e nutriti sulle rive del Mediterraneo,l'acqua di un calice ricorda il mare" (ep.VII,14).

Gli Arabi usano per il mare un termine generico che indica ogni distesa d'acqua, anche il Nilo: al-bahr e distinguono il Mar Bianco (Mediterraneo) dal Mar di Tenebre (Oceano).

Progetto Comenius - Liceo Classico-Scientifico "L.Ariosto- L.Spallanzani" - A.S. 2004/05