Fin dalle origini i Romani furono i più grandi costruttori di acquedotti, che realizzarono secondo modelli ellenici,introducendo diverse innovazioni a seconda delle sempre maggiori esigenze di Roma. Anche nelle province, a partire dal I sec. a.C., comparvero gli acquedotti a caratterizzare un' organizzazione urbanistica tipicamente romana. Tra gli edifici ricorrenti nelle città romane ci sono le terme. Esse diventarono luogo di incontro e di relax per la cittadinanza,parte integrante di uno stile di vita urbano e di una organizzazione sociale complessa e articolata. Si svilupparono e crebbero insieme all'impero romano e morirono insieme ad esso. Le Naumachie erano battaglie navali organizzate come spettacoli. Richiedevano edifici appositi e per un certo periodo di tempo fu utilizzato anche il Colosseo, che veniva riempito d'acqua per l'occasione. Il primo ad introdurre le naumachie fu Cesare nel 46 a.C. in un laghetto presso il Campo Marzio. Altro esempio di architettura romana applicata all'acqua è il Ninfeo, ambiente costituito da fontane monumentali, spesso associate a bacini e ornati da statue. Essi erano assai frequenti nelle lussuose residenze degli imperatori e uno degli esempi più famosi è costituito dal Ninfeo di Villa Adriana a Tivoli.
Infine i romani costruirono per uso pubblico cisterne e latrine