
Ma l’acqua non è solo distruzione e morte, perché può essere
vista anche come salvezza e miracolo del Signore. Tutta la comunità degli
Israeliti levò l’accampamento dal deserto di Sin, secondo l’ordine
che il Signore dava di tappa in tappa, e si accampò a Refidim. Ma
non c’era acqua da bere per il popolo.
Il popolo protestò contro
Mosè: -Dateci acqua da bere!-.
Mosè disse loro: -Perché protestate
con me? Perché mettete alla prova il Signore? -.
In quel luogo il
popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro
Mosè e disse: -Perché ci hai fatti uscire dall’Egitto
per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame? -. Allora
Mosè invocò l’aiuto del Signore, dicendo: -Che farò io
per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno! -. Il Signore disse a
Mosè: -Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani di Israele.
Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va’! Ecco,
io starò davanti a te sulla roccia, sull’Oreb; tu batterai sulla
roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà-. Mosè così fece
sotto gli occhi degli anziani d’Israele. Si chiamò quel luogo
Massa e Meriba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero
alla prova il Signore, dicendo: -Il Signore è in mezzo a noi sì o
no? -. (Esodo 17, 1-7)
Molti pittori e scultori si sono preoccupati di rappresentare
questo punto di vista alternativo, e tra questi abbiamo scelto Giotto.
L’affresco
narra l’episodio del miracolo compiuto da San Francesco che ha fatto
scaturire l’acqua da una pietra per dare da bere ad un assetato: Salendo
il beato Francesco sopra un monte in groppa all’asino di un povero
uomo a causa di un’infermità, e invocando il suddetto uomo,
che si sentiva morir di sete, un poco d’acqua ne cavò da una
pietra: la quale né prima v’era stata, né poi fu vista.
Il desiderio di acqua non è espresso solo dall’uomo assetato,
ma anche dai piccoli alberelli, la cui struttura esprime la durezza di un
luogo che non permette la crescita rigogliosa e piacevole del verde; anche
le rocce scheggiate che costituiscono le montagne danno rilievo alla siccità dell’ambiente.
Quest’aridità e sterilità sottolinea ancora di più la
grandezza e il prodigio del miracolo del santo, l’evento incredibile
dell’acqua che sgorga improvvisamente in virtù della preghiera,
per la potenza della fede.