Progetto Comenius
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Liceo Classico-Scientifico Ariosto-Spallanzani
IL PO IN LETTERATURA

Domenico Rea - L'Olanda italiana

"Ferrara, Olanda italiana", dice Giorgio Ravalli presidente del Consorzio di bonifica del II Circondario. E mi mostra un mensile ("Ingegneri Architetti Costruttori") dove c'è un lungo articolo, con ben tre firme fra le quali la sua, intitolato proprio così: "Ferrara, Olanda italiana". "Ma lo sa" spiega "che circa il cinquanta per cento della nostra provincia è sotto il livello del mare?"
olanda (41K) Dalle sue parole prende corpo un ritratto abbastanza curioso del territorio ferrarese: confesso di restarne, per eccesso di ignoranza, piuttosto sorpreso, nel senso che non immaginavo che, i vari fenomeni avessero una portata così rilevante? che la lotta contro l'invadenza delle acque richiedesse sforzi costanti così massicci. Ravalli, uomo spiccio e di una vivacità che sfiora l'irrequietezza, sintetizza la situazione in questi termini: "Se improvvisamente smettessimo di pompare acqua, la metà dei 263 mila ettari, quanti ne conta la nostra provincia, tornerebbe rapidamente allo stato vallivo mentre il trenta per cento si impaluderebbe d'inverno per riemergere, almeno in parte, d'estate. A farla breve, scomparirebbe quasi per intero la nostra agricoltura; anzi scomparirebbe quasi per intero il nostro territorio e Ferrara tornerebbe a essere quella specie di isola fra acquitrini che fu prima che Estensi incominciassero a mettere mano alle loro bonifiche".
Non ci si eleva mai al di sopra di diciassette metri sul livello del mare; si scende sotto i quattro metri nei unti più depressi. Come se non bastasse, ci si è messo anche l'uomo a comprimere ulteriormente quest'area che negli ultimi decenni si è abbassata (sia per ragioni naturali sia per effetto di indebite espansioni edilizie, di escavazioni di inerti e di altri fattori addebitabili alla nostra insipienza) di due metri e mezzo in provincia di Ferrara e di tre metri e mezzo nel basso Polesine (si tratta dei valori massimi).
Ravalli dice: "Siamo figli di una terra anfibia. Come in Olanda, l'acqua fa parte del nostro mestiere di vivere, è la nostra ossessione e anche, me lo lasci dire, la nostra fortuna".
Come per i Paesi Bassi anche per Ferrara la bonifica fa parte insomma della propria storia. Il primo intervento di carattere moderno, cioè come azione programmata dei pubblici poteri, deve essere fatta risalire ad Alfonso II, tra il 1564 e il 1580. Ma è nella seconda metà dell'Ottocento, con l'avvento della macchina idrovora mossa dal vapore, che iniziò forse la più colossale operazione di allargamento dell'area agricola italiana. Dall'Olanda e dall' Inghilterra furono importati macchinari e tecnologie di avanguardia che consentirono, grazie al sollevamento meccanico delle acque, di dare un nuovo assetto all'intero territorio. In virtù di tali interventi Ferrara perdette così quel volto di, fortezza imprendibile circondata da paludi che aveva sempre avuto, prima con gli Estensi e poi con i Legati pontifici, che dal 1598 amministrarono la città considerando la nient'altro che un avamposto militare, un bastione di confine ("squallida piccola città cinta di paludi", la definisce nel 1663 una "Compediosa desrittione dello Stato"). Ma il richiamo all'Olanda non finisce qui, mi ammonisce il presidente del 2° Circondario di bonifica. "Il conflitto delle terre emerse con il mare che le sovrasta e con i fiumi che scorrono in condizioni di pensilità ci apparentano a quel paese in maniera perfino drammatica". A cominciare da quella veramente disastrosa del 1951. Fu provocata soprattutto da mareggiate violente che, dopo aver scalzato le difese litoranee, scaricano valanghe d'acqua nella vaste depressioni retrostanti.
Da allora sono state compiute opere imponenti per rendere sempre più solida la difesa idraulica; gli uomini dei Consorzi vigilano giorno e notte; gli interventi sono continui anche in considerazione della forte usura cui è sottoposto il sistema protettivo. E tuttavia il rischio di alluvioni continua a incombere, come del resto incombe in Olanda. "Forse per questo" dice un po' celiando un po' sul serio Giorgio Ravalli "noi dei Consorzi di bonifica abbiamo sempre un' aria tanto scattante anzi, come dice qualcuno, eccitata."

Progetto Comenius - Liceo Classico-Scientifico "L.Ariosto- L.Spallanzani" - A.S. 2004/05