Breve introduzione storica
Le acque della Bassa Reggiana furono fino al Mille un gigantesco acquitrino, a causa del regime del Po, fiume imprevedibile, caratterizzato da grande mobilità e da piene impetuose fin dai tempi dei Romani, che infatti costruirono le loro città ben lontane dal grande fiume, nella zona pedemontana.
Fino all'alba del Medio Evo il paesaggio era connotato dalle piene del Po e da una situazione di pesante disagio causato dal disordine idraulico di altri corsi, le cui acque si perdevano nelle valli impaludandole e formando giganteschi acquitrini, soprattutto nei periodi delle grandi piogge.
In tale paesaggio già prima dell'anno Mille iniziano le grandi opere di bonifica a Reggio, Nonantola, San Benedetto Po, con la canalizzazione delle acque per drenaggio, irrigazione, e come forza motrice di mulini e opifici vari.
Furono realizzati manufatti idraulici quali la botte, o veza, la chiavica,( a una o due luci ) e il ponte-canale.
Furono gli ordini monastici, i benedettini soprattutto, a dare inizio alle grandi opere di bonifica, poiché occorreva notevole capacità di organizzazione ed abilità di governo per coordinare il lavoro umano di costruzione e manutenzione dei manufatti idraulici.
Tali opere continuarono nei secoli successivi, redimendo via via parti sempre più ampie di pianura alluvionale.
Nella seconda metà del '500 venne effettuata la bonifica Bentivoglio, cosiddetta da Cornelio Bentivoglio marchese di Gualtieri, che la promosse. Essa costituì, per l'epoca, una testimonianza di grande capacità ingegneristica, con la creazione di un manufatto idraulico altamente innovativo. Lo scopo precipuo era quello di impedire l'impaludamento del torrente Crostolo che dirigeva le sue acque verso il Po, pur senza giungervi, formando così vasti acquitrini malsani, inadatti alla coltivazione. Allora le acque alte di scolo vennero fatte affluire nel Crostolo, le acque basse nel Cavo Fiuma , il Crostolo stesso fu fatto confluire nel Po. Questa opera permise di redimere all'agricoltura vaste aree pianeggianti.
La più importante bonifica del territorio reggiano fu tuttavia compiuta nei primi decenni del Novecento: si tratta della Parmigiana-
Moglia, opera che ancora presiede alla regolamentazione idraulica dell provincia.