Progetto Comenius
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Liceo Classico-Scientifico Ariosto-Spallanzani
ACQUE REGGIANE

TOPONOMASTICA

VIA BANCHETTA oggi VIA FILZI Questa via seguiva il canale d'Enza il quale scorreva nell'antico albero del Crostolo. E' presumibile che originariamente il piano stradale fosse più basso dell'attuale e quindi la strada corresse in banchina, donde il nome "Banchetta".

VIOTTOLO DELLA GHIARA oggi VICOLO DEI SERVI Si snodava sulle giare (distese di ciottoli) del torrente Crostolo.

BORGO EMILIO oggi VIA FILIPPO RE Sul lato Nord di questa strada vi era da tempo immemorabile un mulino detto " Molino del Bricco", nel 1667 vi fu impiantata anche una conceria per pelli sottili da guanti, la quale utilizzava l'acqua che scorreva nel canale del mulino.

VAI CALGHERIA oggi VIA DELLA CONCIA Sorgeva un antica conceria che fu soppressa nel 1883 quando fu costruito il piazzale di Santa Maria Maddalena, oggi Piazza Fontanesi. Si serviva dell'acqua del vicino canale.

VIA CAMPO MARCIO oggi VIA CAMPO MARZIO Probabilmente il nome originale non significava "campo di Marte" ma più propriamente "campo marcio", cioè eccessivamente umido, in considerazione degli alluvioni cui la zona andava soggetta, ben documentate nelle cronache del tempo.

STRADA DEL CANALE oggi VIA GUAZZATOIO Il canale che scorreva tra la via ed i portici delle case fu coperto nel 1783 fatta eccezione solo per il guazzatoio, posto alla sua estremità meridionale. Il forte dislivello esistente fra il canale ed il suolo cittadino favorì l'insediamento di numerosi filatoi per la seta e di altri opifici che traevano la forza motrice dall'acqua del canale.

STRADA DELLA CANALINA oggi VIA DELLA CANALINA Questo nome era già in uso nel 1739 in base ad un documento relativo al pagamento fatto dal comune per l'inghiaiatura, nel 1771 fu ampliata per rendere più comodo l'accesso dalla strada maestra di Parma alla delizie ducali di Rivalta.

VIA CANTARANA Il nome deriva dai "cantari", canaletti ciechi o coperti a guisa di fogna, chiavica o cloaca che raccoglievano acque pluviali e le acque reflue delle case e le conducevano a scaricarsi nei maggiori canali che in questa zona non mancavano, data la vicinanza del Canale Maestro del Canale del Sole, con numerose prese per filatoi ed altro. Nella stessa via c'era il "Molino Vavassori", del quale si ha notizia fin dal 1241, che fu più tardi detto "Molino di Porta Castello" e fu demolito nel 1650.

VIAZOLO DEL CAVALLETTO oggi VICOLO DEL FOLLETTO Vi passava nel '500 e nel '600 uno dei canali della città.

STRADA CLAUDIA oggi VIALE MONTE GRAPPA Il nome è certamente da riferire alla chiavica attraverso cui il canale di Secchia entrava in città nel posto dove allora si trovava Porta Castello.

VIA DEL CROSTOLO VECCHIO oggi VIA FILZI Prima che nel 1572 il Crostolo venisse inalveato nel suo corso odierno esso scorreva in prossimità della città lungo il tratto di mura compreso tra le porte "Brennone" (Piazzale Fiume) e Santo Stefano, poi se ne scostava proseguendo in senso pressoché rettilineo, secondo il trattato di questa via.

VIA DEL FOLLETTO Il nome gli fu assegnato nel 1814 ed era noto anche come "Viazzolo del Cavalletto". Il nome gli derivò da un piccolo follo per la lana che si trovava nelle adiacenze.

VIA DEL FOLLO Con riferimento al meccanismo composto da mazze che, mosse dall'energia idrica, battevano i tessuti immersi nell'acqua fino a renderli morbidi e compatti. Dal 1614 la strada porta questo nome; vi scorreva uno dei canali della città e perciò fu sempre sede di iniziative industriali che si valevano della sua acqua. Nel 1680 vi fu installato un impianto per macinare il piombo; nel 1683 una concia di pelli provocava le proteste dei vicini e un filatoio.

SRADA DELLA FOSSA DI CITTADELLA oggi VIA ALLEGRI La strada che fiancheggiava la fossa di Cittadella lungo i lati occidentale, meridionale e orientale della cittadella è indicata con questo nome n ell'estimo del 1717.

VIA DELLA GIARA oggi CORSO GARIBALDI La grande via che attraversa il quartiere sud-ovest della città corrisponde ad un antico alveo del torrente Crostolo, dalle cui ghiaie ha preso il nome. Il canale era stato portato lungo il lato occidentale, alla metà del '700 fu costruito un listone o marciapiedi per la fiera che dal 1601 si tenne qui ogni anno fino al 1861.

VIA GUAZZATORE oggi VIA GUAZZATOJO Pozza a cui si abbeveravano i cavalli e che rimase in uso anche quando, nel 1783, il tratto del canale sull'omonima via venne coperto;via poco discosto dall'ingresso in città del canale di Secchia.

STRADA DELLA MONTATA oggi VIALE UMBERTO Questo nome nei documenti del 1440 e del 1500 venne attribuito a proposito dei danni che la strada subiva periodicamente per effetto delle inondazioni del Crostolo. Si può presumere che il nome derivasse dal fatto che essa montava dal torrente (che fino al 1600 passa per Piazza Cadorna) alla città.

VIA AI MULINI oggi VIA VEZA E SPALLANZANI La maggior parte dei canali della città confluiva in un punto prossimo all'inizio occidentale di Via Ferrari Bonini ed usciva dalle mura sottopassandole mediante un botte o veza. Ivi fu impiantato per vari secoli un mulino.

VIA PONTE BESOLARIO oggi VIA VEZZANI VIA PONTE BESOLARIO oggi VIA VEZZANI Parecchi ponti a quel tempo erano a travate di legno dette in dialetto "basoli" (basole): da uno di questi la strada prende il nome.

VIA DELLE QUINZIANE oggi VIA SAN CARLO Detta anticamente "Purgo". L'alto portico di un palazzo esistente apparteneva al palazzo della lana, costruito nel 1500. Questo edificio comprendeva il "Purgo", dove i tessuti di lana venivano liberati del grasso servito per la loro lavorazione.

VIA GALGANA Prendeva il nome dal mulino in cui si macinavano galle e altre sostanze vegetali necessarie alla concia delle pelli.

VIA DELLA NAVE Denominata così da un mulino detto "molino nuovo" nel secolo XVII, da cui pare che il toponimo possa derivare.

VIA DEL PURGO L'acqua purgava i tessuti di lana dai grassi assorbiti durante la lavorazione, da cui il nome di "Purgo" attribuito al Palazzo dei Mercanti del Panno dove si svolgeva tale operazione.

QUARTIERE ROSTARosta era il nome di un mulino ancora esistente nel secolo scorso. La Rosta indicava una chiavica o una grata disposta in modo da trattenere i corpi voluminosi che, portati dalla corrente potevano incastrarsi nelle pale.

BUCO DEL SIGNORE Il toponimo si riferisce all'apertura da cui Sigismondo D'Este derivò un canale secondario dal Secchia.

Progetto Comenius - Liceo Classico-Scientifico "L.Ariosto- L.Spallanzani" - A.S. 2004/05